Borchetta, Sabrina2026-01-292024-02-08http://hdl.handle.net/10955/5710Dottorato di ricerca internazionale di Studi umanistici: Testi, saperi, pratiche: dall'antichità classica alla contemporaneità, Ciclo XXXIV, a.a. 2021-2022La lirica di Giovanna Cristina Vivinetto riassume con brevi, ma significativi tratti, la vicenda mitica di Tiresia, il veggente tebano: il cambiamento di sesso, la preveggenza, la cecità. Tra i tre elementi, quello percepito come dono è il primo, cioè la possibilità di mutare identità, mentre tradizionalmente, come si vedrà, è la seconda vista ad assumere il valore di una regalia compensativa. La lotta fratricida tra spirito e pelle evidenzia icasticamente la fatica e il dolore per giungere alla conquista dell’identità percepita come propria, al di là dello stato ottenuto alla nascita; il ribelle scollarsi dalla carne suscita l’immagine della muta del serpente, animale-totem di Tiresia, perché a causa di esso l’indovino diventa una donna. Alla fine del percorso, l’autrice diventa un’altra Tiresia, attribuendo a sé come al mantis tebano, in via definitiva (e non soltanto per sette anni) il sesso femminile.itTiresiaVateTransessualitàTragediaMetamorfosiLa fortuna di Tiresia nella letteratura italiana dalla seconda metà del XX secolo all'inizio del XXI secoloThesis