Browsing by Author "Raniolo, Francesco"
Now showing 1 - 20 of 21
- Results Per Page
- Sort Options
Item Arab-Islamic education systems in the experience of migrants and refugees in Europe(Università della Calabria, 2023-11-08) Mazzei, Sara; Leccese, Francesco; Stock, Miriam; Raniolo, FrancescoIn the last decade, Europe has welcomed numerous migrants and refugees from Arab countries. Their scholastic inclusion has been challenging, and the teaching staff had to sometimes deal with unfamiliar realities. The issue has been addressed by various perspectives, from sociology to psychology, insights from which are gathered in intercultural education. In it, there are scarcity of studies that delve into pupils’ cultural backgrounds, and countries of origin’s history is seldom regarded as a decisive factor in the formation of identity. Among Arabic-speaking communities the Moroccan and Syrian ones are the most significant and Morocco and Syria have interesting histories and education systems.Item Commissariare lo sviluppo. Il laboratorio di governance per i territori marginali nel post disastro dell'Appennino centrale(Università della Calabria, 2024-09-09) Macchiavelli, Veronica; Raniolo, Francesco; Vitale, AnnamariaIl presente elaborato matura e deve molto al lavoro svolto all'interno del collettivo Emidio di Treviri. Infatti la presente ricerca costituisce il tassello di un percorso di studio e di ricerca come componente del collettivo Emidio di Treviri, da ora EdT, un gruppo multidisciplinare di ricercatori e ricercatrici impegnati nell'analisi delle conseguenze sociali, politiche e culturali degli eventi sismici che hanno colpito l'Appennino Centrale nel 2016-2017: in particolare chi scrive è impegnata all'interno del collettivo dalla fine del 2016. Per una comprensione del contesto della presente ricerca e dello spazio in cui il presente lavoro si colloca saranno brevemente esposti il percorso di ricerca-azione di Emidio di Treviri, nonché la sua evoluzione e le ragioni che hanno spinto chi scrive a trattare il tema specifico dello sviluppo nel post-sisma.Item Cooperazione intercomunale e riordino territoriale: possibili fattori esplicativi della distribuzione delle unioni di comuni(2017) Marotta, Mariano; Raniolo, Francesco; Bolgherini, SilviaL’Italia è caratterizzata dalla presenza di numerosi comuni di piccole e piccolissime dimensioni demografiche. La letteratura in materia è ormai concorde nell’affermare che tali comuni non sono in grado di garantire il raggiungimento delle c.d. economie di scala, andando incontro a conseguenti problemi gestionali e/o a una scarsa (qualitativamente e quantitativamente) erogazione dei servizi e delle funzioni nei confronti della cittadinanza di riferimento. Avverso questa situazione, il legislatore nazionale ha intrapreso – dagli anni Novanta – una serie di strategie tendenti a ridurre il numero dei comuni di piccole dimensioni mediante il loro accorpamento. Se la best strategy è rappresentata dalla fusione, le resistenze registrate a livello locale avverso tale processo hanno portato i governi italiani succedutisi nel tempo a puntare sulle forme della cooperazione intercomunale. Tra queste, assume particolare rilievo l’unione di comuni, sulla quale – allo stato attuale – si concentra la strategia di deframmentazione comunale in atto in Italia. L’analisi dei dati appositamente raccolti per questa ricerca, ha mostrato che se in alcune regioni le unioni sono uno strumento particolarmente utilizzato, in altre – al contrario – esse stentano a far presa. Tale condizione rischia di minare l’intento del legislatore nazionale per il quale, ovviamente, la deframmentazione comunale è un obiettivo da raggiungere su tutto il territorio italiano. Per queste ragioni, obiettivo della ricerca proposta è la verifica dei possibili fattori in grado di spiegare la costituzione e/o la mancata costituzione di unioni e, inoltre, l’adesione e/o la mancata adesione dei comuni alle stesse. La letteratura in materia e una expert survey appositamente somministrata a esperti, hanno permesso di isolare tre fattori maggiormente significativi: la legislazione nazionale, la legislazione regionale e la propensione degli attori locali verso tale forma di cooperazione. Attraverso un metodo comparato e, più nello specifico, facendo ricorso alla tecnica della Qualitative Comparative Analysis, si è giunti alla conclusione che il fattore esplicativo maggiormente significativo, perché strettamente correlato alla percentuale di adesione dei comuni alle unioni, è quello legato alla propensione degli amministratori locali. I risultati ai quali si è giunti e la complessiva analisi effettuata possono restituire utili spunti, anche in ottica prescrittiva, alla strategia di riduzione dei piccoli comuni e di contestuale incentivazione delle forme associative tra comuni.Item Democrazia e accountability elettorale : Calabria e Toscana a confronto(2011) Noceto, Orazio; Raniolo, FrancescoItem Democrazia locale e qualità democratica : i bilanci partecipativi(2008) Putini, Antonio; Raniolo, FrancescoItem Democrazie retoriche. Profili di responsiveness in Francia, Germania e Italia(Università della Calabria, 2025-01-29) Zucaro, Aurelia; Raniolo, FrancescoLa tesi analizza le democrazie contemporanee attraverso il concetto di responsiveness retorica, ossia la capacità dei partiti politici di apparire ricettivi alle esigenze dei cittadini mediante la comunicazione, più che con azioni concrete. Tale fenomeno è indagato come possibile fattore di equilibrio e, al contempo, di fragilità delle democrazie, in un contesto segnato da crescente disillusione politica, crisi di rappresentanza e trasformazioni nei rapporti tra partiti, media e cittadini. La ricerca propone una distinzione tra rappresentanza di opinioni e rappresentanza di interessi. Mentre la prima si focalizza sulla corrispondenza tra le preferenze espresse dai cittadini e le posizioni dichiarate dai partiti, la seconda richiede un impegno concreto nella traduzione delle istanze in politiche pubbliche. Attraverso un approccio teorico ed empirico, la tesi esplora come la salienza dei temi (immigrazione, economia, ambiente) e la congruenza di opinioni tra partiti e cittadini influenzino la soddisfazione per la democrazia. La metodologia, basata su dati comparati (European Election Studies e Chapel Hill Expert Survey, 2019), adotta il modello della issue congruence e controlla il ruolo della comunicazione mediatica come variabile moderatrice. I risultati mostrano che la congruenza tematica contribuisce a migliorare la percezione del funzionamento democratico, ma con variazioni significative in base ai temi e ai contesti nazionali. La salienza mediatica, inoltre, può amplificare o ridurre gli effetti della congruenza, rivelando dinamiche specifiche nei tre paesi analizzati (Francia, Germania, Italia). In conclusione, la ricerca sottolinea che, sebbene la dimensione retorica sia centrale per comprendere la qualità delle democrazie contemporanee, la sua enfasi esclusiva rischia di trasformare la rappresentanza in un esercizio simbolico. Per evitare un ulteriore indebolimento del legame tra cittadini e istituzioni, è necessario bilanciare la rappresentanza di opinioni con un impegno concreto verso la rappresentanza di interessi, recuperando la sostanza del dialogo democratico.Item Domande attuali, risposte sante. Sul progetto incompiuto per un film su San Paolo di Pier Paolo Pasolini(Università della Calabria, 2025-01-31) De Meo, Rosa Alba; Raniolo, Francesco; De Gaetano, RobertoLa tesi esplora il progetto incompiuto di Pier Paolo Pasolini per un film su San Paolo, a cui il poeta lavora tra il 1966 e il 1974, attraverso una peculiare lente d’osservazione estetico-politica. Reimmaginando la vita di Paolo in un arco temporale che si snoda dal regime nazista alla società neo-capitalista e trasponendo la vocazione, le Lettere e i viaggi di Paolo nella contemporaneità, Pasolini riflette sulle radici – politiche, immaginali – dell’Occidente, grazie al peculiare apparato cinematografico che nel progetto si dispiega. Attraversando le diverse fasi di redazione della sceneggiatura, è possibile cogliere nei mutamenti del progetto e nel duplice volto che Pasolini attribuisce all’apostolo – il volto santo-rivoluzionario e quello clericale e codificatore – la portata inedita della riflessione pasoliniana, nell’epoca in cui il neo-capitalismo si afferma come potenza in grado di catturare l’intera umanità. L’immagine cinematografica si misura con il complesso rapporto che lega Storia ed evento, santità e istituzione, passato e presente. Paolo si fa straordinario intercessore, in grado di mostrare l’impensato del potere contemporaneo (di cui egli stesso diviene immagine) e la possibilità di disertarne, insieme, l’ordine politico e rappresentativo. L’analisi della sceneggiatura individua nell’originale impiego dell’impianto figurale di matrice auerbachiana (e paolina) messo in campo da Pasolini, la capacità di mostrare l’intima complicità tra la missione universale di Paolo, il nazifascismo e la contemporaneità neocapitalistica: la codificazione di rapporti di esclusione e di inclusione che fondano e garantiscono l’amministrazione della nuda vita. Nel peculiare intreccio tra teologia politica e biopolitica che, attraverso Paolo, diviene leggibile, la caratura “paolina” (“pneumatica”) dell’immagine pasoliniana – tanto nella sua matrice ereticamente auerbachiana che nel “realismo della Carne” che il regista pensa a partire dal progetto Bestemmia –, opera sulla contemporaneità delle scissioni che mostrano l’attualità come compimento di un già stato e introducono una sfasatura nella sua apparente necessità. In una relazione carica di ambiguità, Pasolini tenta di strappare, alla saturazione della realtà, il Reale che la abita. In tal senso, se Paolo è nome di una sospensione della legge che inaugura una più potente forma di dominio che si rifrange nell’imperativo anomico ed edonistico contemporaneo, la com-posizione tra santità e necessità dell’istituzione che in Paolo si incarna giunge, tra il 1968 e il 1974 (tra la “guerra civile” interna alla borghesia e il “genocidio” neocapitalista dell’alterità) ad una soglia di irrappresentabilità che sembra consegnare il progetto – che non si tradurrà mai in un film – ad un fallimento irriducibile a soli ostacoli produttivi. Esso diviene comprensibile riflettendo sul rapporto che, nelle diverse fasi di redazione del San Paolo, lega immagine, voce e scrittura. Se la scrittura, già nel 1968, si configura come primo processo incorporante che trasforma l’evento in dogma; se, nel 1974, persino la carne spettrale della voce (la Parola di Paolo ridivenuta orale nel cinema) che si staglia sull’immagine sembra catturata in tale processo, è proprio alla scrittura (a Petrolio) che il progetto e il suo fallimento conducono. Analizzando le categorie paoline ereticamente impiegate da Pasolini, Petrolio sembra accogliere l’eredità del tentativo che aveva mosso il progetto dedicato a San Paolo, e che risultava iscritto nelle strategie estetiche post-figurali in esso sperimentate: opporre, alla chiusura della storia – alla coincidenza tra vissuto e storico, tra teologico e politico: alla letteralizzazione della vita prodotta dal genocidio capitalista - uno spostamento minimo, in grado di lasciar aperto uno spazio per l'evento: per un'immagine a venire.Item Ecolinguistic changes in climate emergency: an investigation into climate-related tweets in Europe and the United States(Università della Calabria, 2023-10-10) Marcella, Vanessa; Raniolo, Francesco; Ruffolo, IdaClimate change is an environmental, social, cultural, and political phenomenon and has become one of the most important challenges in the twenty-first century (Hulme, 2009). The greatest divergence about climate change lies in the multitude and contrasting messages we receive and the different ways we interpret them (Hulme, 2009). Previous research focused primarily on the discourse of environmental politics in general and climate change in particular, in order to identify underlying ideologies (Halliday, 1990; Hajer, 2002; Hajer & Versteeg, 2005). However, to the best of my knowledge, these studies have not investigated into linguistic variations in environmental discourses or their influence on the emergence of new words. Recently, a growing number of researchers has analyzed climate change in social-networking-based communications, focusing on linguistic variations and lexical creativity in environmental discourses (Jang & Hart, 2015; Kirilenko & Stepchenkova, 2014; Kirilenko et al., 2015; Koteyko & Atanasova, 2016; Veltri & Atanasova, 2015). Neverthless, most studies are synchronic or have a local focus. Therefore, since climate change is a global discussion that evolves through time, a comparative, long-term study, involving different types of stakeholders from the U.S.A. and Europe, would be of great interest for the field. In light of this, the objective of this research is to examine how stakeholders directly act through their language using the social network Twitter, from 2015 to 2020. The main focus is on language variation and lexical innovations which reflect environmental, cultural, and political changes in English usage considered as a universal language for a global problem. In the present work, three research questions are addressed and five hypotheses are tested to analyze to what extent language varies among the different users, i.e., social movements, activists, politicians, NGOs, new sites and institutional organizations. Particularly, tweets and specific metadata are compiled into a corpus of Twitter data used for comparative analysis. Indeed, this research follows a corpus-based approach with mixed methods. A quantitative approach to corpus linguistics is used to determine the frequency of terms, identify new lexical items and collocates, and to find differences between time, place, and people. A qualitative approach is adopted for the manual annotation of polarity of new items, and to carry out discourse analysis and a framing approach. The study highlights the pivotal role played by climate change communication, framing, discourse, and language in conveying messages and constructing meanings, just as much as the use of the social media Twitter can contribute to the strenghthening of voices, actions, and scope. Specifically, the results show how climate change is depicted and discussed by the different stakeholders over time in the European Union and the United States. Social movements are the leading authors, along with climate activists. Through the analysis of their discourse and lexical innovations, their communicative function is mainly aimed to inform, educate and mobilize their audience. In addition, climate strikes, protests, and participation in summits and conferences during this period reflect the primary frames these authors used, such as call to action, civil society protest, and attribution of blame. The news sites analyzed in this study emphasize facts, scientific evidence, and disaster and catastrophe issue-specific frames to shed light on risks, encourage action, and address responsibility. Furthermore, NGOs also deal with the same issue from a variety of perspectives, promoting healthier, environmentally friendly behaviors and providing unbiased information about disasters and risks. While promoting a dominant economic discourse, European politicians engage continuously with environmental issues. On the contrary, political campaigns and periodic disagreements tend to polarize and politicize U.S. climate discourse over the years. Finally, organizations confirm a close connection with political orientations, especially in the United States. Lastly, this work includes pedagogical implications for English for Specific Purposes courses. The section highlights how the use of authentic material, sucha as messages retrieved from social media platforms, may further motivate learners with different levels of language proficiency to deal with specific topics using concrete language samples. Hence analyzing linguistic and discoursive aspects of climate-related matters, through interdisciplinary approaches, could contribute to increasing learners' awareness regarding crucial topics sucha as climate change, climate justice, and sustainable development.Item Esperienze soglia e bioluminescenza sociale. Una ricerca in Calabria: tra estetica del quotidiano e trasformazioni sociali(Università della Calabria, 2023-11-23) Falcone, Chiara; Raniolo, Francesco; Jedlowski, PaoloLe metafore, immagini di senso che stimolano il pensiero immaginativo, possono rivelarsi preziosi strumenti di conoscenza, perché invitano a cercare consonanze tra fenomeni apparentemente dissimili; il loro potenziale euristico le rende particolarmente utili nel lavoro di ricerca, perché consentono di intravedere relazioni tra le cose che spesso sfuggono all’analisi fatta tramite il linguaggio convenzionale. Il loro carattere generativo cresce ancor di più quando le cose messe in contatto dalla metafora nelle definizioni canoniche paiono distanti o appartenenti ad ambiti epistemologici differenti; proprio in quei casi disegnano cammini che uniscono campi lontani, facendo scoprire somiglianze inaspettate.Item Evidence-based projects for the promotion of well-being in preadolescents(Università della Calabria, 2025-05-26) Colella, Gianluca Mariano; Raniolo, Francesco; Romera Félix, Eva María; Costabile, AngelaQuesta tesi di dottorato analizza i comportamenti sociali online dei preadolescenti, concentrandosi sulla perpetrazione e la vittimizzazione del cyberbullismo, esplorando le dinamiche psicologiche, sociali e comportamentali in contesti scolastici in Italia e Spagna. Utilizzando un approccio di ricerca-intervento cross-nazionale, il progetto integra pratiche basate sull'evidenza, un innovativo Serious Game e discussioni strutturate faccia a faccia per promuovere le competenze socio-emotive e mitigare il cyberbullismo. I principali fattori di rischio e di protezione, come il disimpegno morale, l'uso problematico dei social media, l'empatia, le strategie di coping e la soddisfazione di vita, sono stati esaminati a fondo. I risultati evidenziano la necessità di approcci interdisciplinari e collaborativi per creare programmi di prevenzione efficaci che si allineino ai contesti educativi unici dei preadolescenti. Radicata nei principi della tecnologia positiva e dell'edutainment, questa tesi dimostra il potenziale degli interventi gamificati e delle strategie educative basate sulla discussione nell'affrontare le complessità del cyberbullismo in un panorama digitale in continua evoluzione. Esaminando le esperienze interconnesse dei giovani nelle sfere online e offline, questa ricerca contribuisce allo sviluppo di ecosistemi educativi più sicuri, inclusivi ed empatici in Europa, con l'obiettivo a lungo termine di promuovere un benessere sociale ed emotivo sostenibile.Item Il vino naturale e i vignaioli indipendenti. I processi trasformativi in risposta alle dinamiche di espropriazione del valore(Università della Calabria, 2025-01-24) Mori, Stefano; Raniolo, Francesco; Corrado, AlessandraIl mondo del vino naturale è emerso abbastanza di recente e non è stato ancora oggetto di approfondite analisi in ambito accademico, in particolare rispetto agli studi agrari critici. In realtà, in virtù dei cambiamenti che ha generato negli ultimi vent’anni nel settore vitivinicolo, a livello nazionale e globale, è un fenomeno che va analizzato a fondo e nei suoi vari aspetti. La trasformazione agro-industriale nel settore vitivinicolo e le trasformazioni prodotte dall’apertura alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, nella globalizzazione neoliberista, hanno generato la reazione da parte di attori deversi della società civile – come avvenuto in maniera più generalizzata attraverso i movimenti per la sovranità alimentare. Nell’ambito vitivinicolo i movimenti per il vino naturale sono stati quelli che hanno proposto un modello di produzione alternativo a quello convenzionale. Questi movimenti sono nati in Francia e in Italia – nel cosiddetto Vecchio Mondo del vino – dopo che i movimenti per il biologico negli anni ’80, attraverso la standardizzazione delle pratiche e l’istituzionalizzazione delle certificazioni, avevano ceduto il passo all’agro-industria biologica, che ha progressivamente preso il sopravvento anche nel nuovo mercato emerso. Considerando anche queste dinamiche, le associazioni per il vino naturale cercano di andare oltre alle certificazioni, al fine di promuovere un modello di produzione che sia rispettoso dell’ambiente, del territorio, delle persone che lo producono e dei consumatori. In risposta ai processi di globalizzazione e industrializzazione, che attraverso gli standard di qualità si sono impossessati di vaste aree di mercato e terra, i movimenti per il vino naturale si distinguono i per nuove pratiche, nuovi saperi e modi di innovare, nuove norme e nuovi rapporti con il mercato. Questa tesi analizza quali sono le alternative messe in campo dai movimenti per il vino naturale, tuttavia evidenziando anche alcune contraddizioni e rischi. La ricerca si focalizza sulle associazioni di vino naturale in Italia e in Francia, di cui analizza la genesi, le caratteristiche e gli sviluppi, attraverso le interviste ai produttori membri e ad attori diversi. La comparazione tra i due casi studio evidenzia che le pratiche messe in campo dai vignaioli naturali in Italia e in Francia sono pressoché simili e tendono a difendere il proprio spazio dalla possibile ingerenza dell’agro-industria. Nonostante ciò, avendo abbandonato il dibattito sul prezzo e sul mercato all’interno delle associazioni di vino naturale, si prospettano spazi in cui l’agroindustria potrebbe trovare interesse per entrare in questo segmento di mercato. Natural wine has emerged fairly recently and has not yet been the subject of in-depth analysis in academia, especially in the framework of Critical Agrarian Studies. In fact, by virtue of the changes it has generated in the last twenty years in the wine sector, nationally and globally, it is a phenomenon that needs to be studied in its various aspects. Civil society organizations reacted to the agro-industrial transformation of the agricultural value chain and the impacts of the rules of the World Trade Organisation in neo-liberal globalisation – as the food sovereignty movements. In the same period, in the wine sector, the natural wine associations were those that proposed an alternative production model to the conventional one. These associations arose in France and Italy - in the so-called Old World of wine - after the organic movements in the 1980s, through the standardisation of practices and institutionalisation of certification, had given way to the organic agro-industry, which also gradually took over in the new market that had emerged. Considering these dynamics, natural wine associations seek to go beyond certification in order to promote a production model that is respectful of the environment, the land, the people who produce it and consumers. In response to the processes of globalisation and industrialisation, which through quality standards have taken over vast areas of market and land, the natural wine movements are distinguished by new practices, new knowledge and ways of innovating, new standards and new relationships with the market. This thesis analyses what alternatives the natural wine movements have implemented in recent years, but also highlights some contradictions and risks. The research focuses on natural wine associations in Italy and France, whose genesis, characteristics and developments are analysed through interviews with member producers. The comparison between the two case studies shows that the practices implemented by natural wine growers in Italy and France are almost similar and tend to defend their space from the possible interference of agro-industry. Nevertheless, having abandoned the price and market debates within the natural wine associations, there are spaces where agro-industry could find interest in entering this market segment.Item L’infinito dell’immagine: Matte Blanco e il cinema tra Oriente e Occidente(Università della Calabria, 2025-01-31) Sili, Gioia; Raniolo, Francesco; Dottorini, DanieleThe thesis intends to explore the cognitive potential of the moving image through a cinematic reading of the main concepts belonging to Matte Blanco’s bi-logical epistemology, such as “symmetry”, “asymmetry” and “indivisible mode”. The reflection on cinema as a place of manifestation of psychoanalytic concepts, especially of the bi-logical paradigm, began using Western cinematographic works as reference material, without ever involving the relationship between the thought of the Chilean psychoanalyst and the cinema of the Land of the Rising Sun, considered in its close connection with the combinatorial aspect of the Japanese language. On the other hand, Matte Blanco makes brief references to the Eastern world, without hiding a certain attraction towards another tradition of thought. If, as is well known, there is no direct link between the conceptual apparatus of bi-logic, centered on a universal conception of the psyche, and Japanese culture, understood on the level of linguistic specificity, this work traces, within the long Japanese cinematographic tradition, characterized by heterogeneous genres and expressive codes, three different ideas of image – “poetic”, “dreamlike” and “surrealist” − which reveal themselves to be profoundly linked to Matte Blanco's theory. From this intercultural perspective, the study aims to show the very peculiar way in which the three conceptual forms of twntieth-century Japanese cinema, considered in its close connection with other art forms such as poetry, theatre and literature, are able to open up to a logic that goes beyond space-time limits, combining the combinational and multidimensional nature of language with some specific use of montage. La tesi intende esplorare le potenzialità conoscitive dell’immagine in movimento attraverso una lettura cinematografica dei principali concetti appartenenti all’epistemologia bi-logica di Ignacio Matte Blanco, come quelli di “simmetria”, “asimmetria” e “modo indivisibile”. La riflessione sul cinema come luogo di manifestazione dei concetti psicoanalitici, soprattutto del paradigma bi-logico, ha preso avvio utilizzando come materiale di riferimento opere cinematografiche occidentali, senza mai coinvolgere il rapporto tra il pensiero dello psicoanalista cileno e il cinema del paese dei Sol Levante, considerato nella sua stretta connessione con l'aspetto combinatorio della lingua giapponese. Se, come è noto, non esiste un legame diretto tra l’apparato concettuale della bi-logica, incentrato su una concezione universale della psiche, e la cultura giapponese, intesa sul piano della specificità linguistica, la tesi rintraccia, all’interno della tradizione cinematografica nipponica, caratterizzata da generi e codici espressivi eterogenei, tre diverse idee di immagine – “poetica”, “onirica” e “surrealista” − che si rivelano profondamente legate alla teoria di Matte Blanco. In questa prospettiva interculturale, lo studio si propone di mostrare il modo del tutto peculiare in cui le tre forme concettuali del cinema giapponese del Novecento, interpretato nella sua stretta connessione con altre forme d'arte come la poesia, il teatro e la letteratura, si aprono a una logica che oltrepassa i limiti spazio-temporali, coniugando la natura combinatoria e multidimensionale del linguaggio con alcuni usi del montaggio filmico.Item Le narrazioni del conflitto, il conflitto delle narrazioni. Per un'analisi delle information war social-mediali dei conflitti armati. Il caso della guerra russo-ucraina(Università della Calabria, 2025-01-23) Giungato, Luigi; Raniolo, Francesco; Affuso, Olimpia; Longo, Mariano; Maiello, GiuseppeLa ricerca analizza le dinamiche delle "information war" nei contesti social-mediali, con particolare riferimento al conflitto russo-ucraino, indagando come le piattaforme digitali e i social media fungano da strumenti per plasmare, amplificare e contestare le narrazioni pubbliche relative ai conflitti armati. Attraverso una metodologia interdisciplinare che combina netnografia, semiotica narrativa e social network analysis, la tesi esplora le strategie di propaganda, disinformazione e costruzione di frame messe in atto dagli attori coinvolti nel conflitto, con un focus specifico sulla comunicazione strategica, in particolare quella istituzionale. La ricerca mette in discussione l’impiego della dicotomia "vero/falso" come criterio interpretativo delle narrazioni belliche, giudicandolo riduttivo rispetto alla complessità intrinseca del fenomeno. In alternativa, viene proposto un approccio integrato che prende in esame i contesti comunicativi, le strutture narrative e il ruolo svolto dai portavoce delle narrazioni. Di particolare rilevanza è l’introduzione delle categorie analitiche di "fabulazione" e "testimonianza", strumenti fondamentali per esplorare con maggiore profondità i processi di costruzione e diffusione delle narrazioni legate ai conflitti. I principali risultati mettono in luce come i social media siano divenuti un campo di battaglia sinergico a quello reale, in cui si negoziano legittimità, identità e costruzione sociale della realtà bellica. L’analisi evidenzia inoltre come la struttura narrativa, i simboli veicolati – soprattutto quelli legati alla memoria – e i processi di polarizzazione siano strettamente connessi alla credibilità, alla legittimazione istituzionale e all’autenticità riconosciute ai portavoce delle narrative. Le implicazioni del lavoro sottolineano la necessità di una regolamentazione più efficace delle piattaforme digitali, una particolare attenzione alla trasparenza nei processi di costruzione delle notizie, soprattutto da parte dell'autorità, e la necessità di un accesso pluralistico alle fonti informative, incluse quelle considerate ostili. Si evidenzia, inoltre, l’importanza di un’educazione critica alla fruizione dei contenuti mediali, per formare cittadini consapevoli e resilienti di fronte alle narrazioni manipolatorie. In questo senso, la ricerca propone un quadro teorico e metodologico innovativo per comprendere il ruolo delle piattaforme digitali e delle istituzioni nella costruzione delle narrazioni di guerra. Gli strumenti analitici sviluppati includono un’analisi dettagliata dei processi di polarizzazione, l’identificazione delle strategie narrative principali e la categorizzazione delle tecniche di propaganda digitale.Item Linguaggio, immagini e vita. Fukushima come paradigma(Università della Calabria, 2025-04-16) Calefati, Alessandro; Raniolo, Francesco; Cimatti, FeliceLo studio si sviluppa a partire da un presupposto essenziale: non si può sfuggire all’idealismo iniziale, poiché ogni rifiuto del linguaggio che ci struttura implicherebbe un atto volontario impossibile da compiere del tutto. Il Linguistic turn è dunque il pregiudizio ineliminabile da cui partire. Il primo capitolo (Le immagini non sono autonome) descrive il funzionamento del linguaggio come dispositivo trascendentale, evidenziando il ruolo subordinato delle immagini, ridotte a semplici ausili del sistema verbale. Nel secondo capitolo (Funzione simbolica e immaginaria: le mappature), si analizzano le rappresentazioni di Fukushima—attraverso documentari, telegiornali e fotografie—per mostrare come il linguaggio le riduca a cliché di catastrofe, privandole di un contatto reale con l’evento. Il terzo capitolo (Dal simbolico all’espressione) segna una svolta: attraverso una poesia di Wagō Ryōichi, si apre alla possibilità di un’immagine che superi il simbolico e diventi spazio di sensibilità, esperienza e comunione col reale. Da qui, il quarto capitolo (L’immagine è autonoma) ribalta la tesi iniziale, esplorando come le immagini possano affermare una propria autonomia espressiva, indipendente dal linguaggio. Tuttavia, il linguaggio continua a tentare di riassorbirle: fino a che punto è possibile sfuggirgli? Nel quinto capitolo (L’icona come penultima immagine), si indaga il concetto di iconicità a partire da un’immagine catturata nel cuore della centrale di Fukushima. Quest’immagine non segna una fine assoluta, ma è “penultima”: lascia aperta la possibilità di un mondo oltre il dominio umano e il suo immaginario. Il sesto capitolo (Da Hiroshima a Fukushima, le falene) amplia la riflessione sul tempo e la memoria, analizzando il film The Whispering Star di Sono Sion per mostrare come le immagini possano costruire una costellazione immaginaria del trauma, connettendo Hiroshima e Fukushima in una percezione sensibile del tempo. Infine, il settimo capitolo (L’immagine è x) interroga la possibilità di una teoria post-linguistica dell’immagine, capace di esistere senza essere correlata a un soggetto umano. È sufficiente ipotizzare un punto di separazione tra immagine e realtà, come suggerisce Agamben, o bisogna restituire valore all’immediatezza del sensibile, come sostiene Wahl? Gli ultimi capitoli (La materia vibrante e Conclusione. Linee di fuga) esplorano questa seconda ipotesi, cercando immagini che si confondano con la vita stessa, dissolvendo il vincolo linguistico e aprendosi a una realtà non più mediata dal pensiero umano. L’immagine diventa così un possibile strumento di fuga dalla trappola del linguaggio, un modo per restituire al mondo una presenza non filtrata dall’idealismo che da sempre ci definisce.Item Migrazioni internazionali e innovazione sociale rurale. Analisi dei progetti di accoglienza e di ripopolamento nelle aree rurali dell’Europa Meridionale: il caso di Camini (Italia) e Soria (Spagna)(Università della Calabria, 2023-10-25) Urso, Karen; Raniolo, Francesco; Corrado, AlessandraThe present study intends to highlight the relationship between the settlement processes of the foreign population (in particular refugees, asylum seekers and economic migrants) in rural areas and the development of rural social innovation processes. In recent decades, as an effect of the capitalist restructuring processes of the agri-food system and of the introduction of spatial dispersal policies, an increasing number of economic migrants and forced migrants (refugees and asylum seekers) settled in rural areas. The arrival of "unexpected groups to unexpected places” in the so-called New Immigrant Destinations has changed the composition of rural areas creating new social groupings that are often crucial for the survival of rural areas as populated areas struggling to remain resilient.Item Modelli di pensiero e forma istituzionale: studio su una Teologia Politica nell’Islam Sunnita(Università della Calabria, 2023-12-07) Giampà, Federico Leonardo; Raniolo, Francesco; Leccese, Francesco AlfonsoIl presente lavoro è il punto di arrivo di un percorso di ricerca di molti anni e, come ogni lungo percorso, anche questo è stato deviato e rimodellato da circostanze esterne e motivi personali che hanno contribuito alla sua realizzazione finale, spesso a discapito di quanto pianificato. Il mio primo incontro con la teologia politica, e con la controversa figura di Carl Schmitt, è avvenuto negli ormai lontani anni del corso triennale in Filosofia e Storia, e lo devo a uno studioso di filosofia medievale con la capacità di fare della teoresi su temi apparentemente inattuali che sono generalmente dominio di storici e filologi.Item Oppression and resistance of racialized migrant farmworkers in the context of agricultural racial capitalism : the case of west african farmworkers in the province of Foggia (Italy)(Università della Calabria, 2024-09-09) Macciani, Camilla; Raniolo, Francesco; Corrado, AlessandraThe present dissertation intends contributing to the rich debate investigating migrant labor exploitation and resistance in the context of industrial agriculture by looking at the issue through the theoretical perspective of racial capitalism. Adopting this theoretical perspective appears to be fruitful in order to better frame the experience of oppression and resistance of racialized migrant farmworkers. Indeed, while labor studies have often tended adopting a race-blind approach, considering migrant workers as a homogeneous category and race merely as a tool of class division, building on the contribution of theorists of racial capitalism allows to better frame the experience of racialized migrant farmworkers in the context of industrial agriculture, looking at the racial-colonial oppression not as a mere element of the superstructure but rather as integral to the oppression of workers in the context of capitalism. Building on four-years of research developed adopting a militant ethnographic approach informed by decolonial methodologies, the dissertation focuses on exploring the experience of West African migrant farmworkers living in rural informal settlements situated in the province of Foggia. The analysis highlights how the oppression experienced by West African migrant farmworkers in the province of Foggia can be explored as being at the intersection of four processes: ghettoization, exploitation, illegalization and racialization. These processes appear to be central both in defining their experience of oppression and in motivating their struggle for liberation. In addition, the ambivalent role of NGOs operating in the area is explored, as representing an integral element to the reproduction of systems of oppression through policies aimed at preventing racialized migrant farmworkers fully achieving their right to self-determination, while at the same time avoiding conflict with institutions. Nevertheless, despite the increasingItem Partiti nazionalisti sub-statali e Unione Europea : i casi del Bloque Nacionalista Galego (BNG), della Lega Nord (LN) e dello Scottish National Party (SNP)(2011) Tarditi, Valeria; Raniolo, FrancescoItem Qualità della democrazia e corruzione: la transizione democratica in Albania(2013) Gjeloshi, Aljula; Raniolo, FrancescoItem Rappresentanza e ceto politico : il caso della Regione Calabria(2007) Napoli, Daniela; Raniolo, Francesco