Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali - Tesi di Dottorato
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Questa collezione raccoglie le Tesi di Dottorato afferenti al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università della Calabria.
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Item Transizione agroecologica e sistemi agroalimentari territorializzati. Analisi di due casi studio: il progetto Inspira Territorio in Andalucía (Spagna) e il biodistretto agroecologico Monti Erei in Sicilia (Italia)(Università della Calabria, 2025-05-26) Pullano, Mario; Raniolo, Francesco; Corrado, AlessandraLa necessità di trasformare i sistemi agroalimentari in senso sostenibile si inserisce in un contesto globale caratterizzato da crisi socio-ecologiche, erosione delle risorse naturali e vulnerabilità delle comunità rurali. Tali fenomeni evidenziano l’inefficacia dell’attuale regime alimentare a trazione corporativo-industriale nel rispondere alle sfide della sicurezza e sovranità alimentare e della giustizia sociale (McMichael, 2009). In questo quadro, la transizione agroecologica si configura come un'alternativa in grado di superare la dipendenza dell’agricoltura dai circuiti globali dell’agro-industria, rafforzando le connessioni territoriali e valorizzando le specificità ecologiche, sociali e culturali dei sistemi locali (Pimbert, 2018). L’agroecologia è concepita come un paradigma multidimensionale che si configura simultaneamente come scienza, pratica e movimento sociale (Wezel et al., 2009), capace di promuovere processi di innovazione istituzionale e sociale attraverso l'interazione tra attori locali e politiche pubbliche (Anderson et al., 2019). Con questo contributo, ci si propone di indagare e analizzare la transizione agroecologica nel contesto della rilocalizzazione e riterritorializzazione dei sistemi agroalimentari, con un focus su modelli, strategie e approcci place-based, multi-attoriali e partecipativi (Altieri, 1995; Gliessman, 2015) costruiti a livello territoriale in due diversi contesti dell’Europa Mediterranea. Condotta negli ultimi tre anni, la ricerca si è proposta di esplorare gli strumenti, le strategie e i modelli di governance implementati nei territori interessati per la costruzione di sistemi agroalimentari territorializzati (Rastoin, 2015), nonché la loro struttura organizzativa e traiettoria di sviluppo, con un interesse specifico per il modello dei Distretti Biologici (o biodistretti) e per la cornice analitico-interpretativa dei Sistemi Agroalimentari Territorializzati (SAT) o Sistemi Agroalimentari Locali di base agroecologica (SALBAs), ritenuti rappresentativi del fenomeno indagato. In tal senso, un'attenzione particolare è stata rivolta alle potenzialità e ai limiti di queste iniziative nel realizzare processi di trasformazione del territorio in chiave agroecologica, cercando di individuare e valutare, oltre alle possibilità di costruzione di spazi di autonomia, la presenza di barriere politiche, istituzionali e organizzative che ostacolano lo scaling-up delle pratiche agroecologiche e il rischio di cooptazione nei processi istituzionali (Van der Ploeg, 2008). L'analisi empirica si è basata sullo studio di due casi nell’Europa Mediterranea: la Sierra de Aracena in Andalucía (Spagna), con il progetto Inspira Territorio, e la provincia di Enna in Sicilia (Italia), con il percorso di costruzione del Biodistretto Agroecologico Monti Erei. Entrambe le esperienze sono state individuate come modelli emergenti improntati all’utilizzo di strategie territoriali mirate a rafforzare l'autonomia dei produttori, promuovere la costruzione di un network multi-attoriale e ridurre la distanza tra produzione e consumo (Marsden & Sonnino, 2008). L'approccio metodologico adottato, di stampo qualitativo, si basa su un paradigma microsociologico e interpretativo, privilegiando l'analisi delle dinamiche sociali a livello locale e delle pratiche quotidiane attraverso cui si strutturano i sistemi agroalimentari agroecologici (Holloway et al., 2007), ricorrendo all’utilizzo di strumenti come le interviste semi-strutturate con produttori, trasformatori, consumatori e rappresentanti istituzionali, osservazione partecipante, focus group e partecipazione a eventi collettivi, incontri di rete e processi decisionali.Item Il vino naturale e i vignaioli indipendenti. I processi trasformativi in risposta alle dinamiche di espropriazione del valore(Università della Calabria, 2025-01-24) Mori, Stefano; Raniolo, Francesco; Corrado, AlessandraIl mondo del vino naturale è emerso abbastanza di recente e non è stato ancora oggetto di approfondite analisi in ambito accademico, in particolare rispetto agli studi agrari critici. In realtà, in virtù dei cambiamenti che ha generato negli ultimi vent’anni nel settore vitivinicolo, a livello nazionale e globale, è un fenomeno che va analizzato a fondo e nei suoi vari aspetti. La trasformazione agro-industriale nel settore vitivinicolo e le trasformazioni prodotte dall’apertura alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, nella globalizzazione neoliberista, hanno generato la reazione da parte di attori deversi della società civile – come avvenuto in maniera più generalizzata attraverso i movimenti per la sovranità alimentare. Nell’ambito vitivinicolo i movimenti per il vino naturale sono stati quelli che hanno proposto un modello di produzione alternativo a quello convenzionale. Questi movimenti sono nati in Francia e in Italia – nel cosiddetto Vecchio Mondo del vino – dopo che i movimenti per il biologico negli anni ’80, attraverso la standardizzazione delle pratiche e l’istituzionalizzazione delle certificazioni, avevano ceduto il passo all’agro-industria biologica, che ha progressivamente preso il sopravvento anche nel nuovo mercato emerso. Considerando anche queste dinamiche, le associazioni per il vino naturale cercano di andare oltre alle certificazioni, al fine di promuovere un modello di produzione che sia rispettoso dell’ambiente, del territorio, delle persone che lo producono e dei consumatori. In risposta ai processi di globalizzazione e industrializzazione, che attraverso gli standard di qualità si sono impossessati di vaste aree di mercato e terra, i movimenti per il vino naturale si distinguono i per nuove pratiche, nuovi saperi e modi di innovare, nuove norme e nuovi rapporti con il mercato. Questa tesi analizza quali sono le alternative messe in campo dai movimenti per il vino naturale, tuttavia evidenziando anche alcune contraddizioni e rischi. La ricerca si focalizza sulle associazioni di vino naturale in Italia e in Francia, di cui analizza la genesi, le caratteristiche e gli sviluppi, attraverso le interviste ai produttori membri e ad attori diversi. La comparazione tra i due casi studio evidenzia che le pratiche messe in campo dai vignaioli naturali in Italia e in Francia sono pressoché simili e tendono a difendere il proprio spazio dalla possibile ingerenza dell’agro-industria. Nonostante ciò, avendo abbandonato il dibattito sul prezzo e sul mercato all’interno delle associazioni di vino naturale, si prospettano spazi in cui l’agroindustria potrebbe trovare interesse per entrare in questo segmento di mercato. Natural wine has emerged fairly recently and has not yet been the subject of in-depth analysis in academia, especially in the framework of Critical Agrarian Studies. In fact, by virtue of the changes it has generated in the last twenty years in the wine sector, nationally and globally, it is a phenomenon that needs to be studied in its various aspects. Civil society organizations reacted to the agro-industrial transformation of the agricultural value chain and the impacts of the rules of the World Trade Organisation in neo-liberal globalisation – as the food sovereignty movements. In the same period, in the wine sector, the natural wine associations were those that proposed an alternative production model to the conventional one. These associations arose in France and Italy - in the so-called Old World of wine - after the organic movements in the 1980s, through the standardisation of practices and institutionalisation of certification, had given way to the organic agro-industry, which also gradually took over in the new market that had emerged. Considering these dynamics, natural wine associations seek to go beyond certification in order to promote a production model that is respectful of the environment, the land, the people who produce it and consumers. In response to the processes of globalisation and industrialisation, which through quality standards have taken over vast areas of market and land, the natural wine movements are distinguished by new practices, new knowledge and ways of innovating, new standards and new relationships with the market. This thesis analyses what alternatives the natural wine movements have implemented in recent years, but also highlights some contradictions and risks. The research focuses on natural wine associations in Italy and France, whose genesis, characteristics and developments are analysed through interviews with member producers. The comparison between the two case studies shows that the practices implemented by natural wine growers in Italy and France are almost similar and tend to defend their space from the possible interference of agro-industry. Nevertheless, having abandoned the price and market debates within the natural wine associations, there are spaces where agro-industry could find interest in entering this market segment.Item Neoruralità, agroecologia e montagna : processi di ricontadinizzazione in Andalusia (Spagna) e Sicilia (Italia)(Università della Calabria, 2021-04-01) Ebbreo, Carlotta; Jedlowski, Paolo; Corrado, AlessandraQuesta tesi ha come oggetto le pratiche neocontadine promosse da soggetti neorurali, ovvero non appartenenti a famiglie agrarie e contadine e con diversi percorsi di vita. L’analisi si iscrive nel dibattito sulle trasformazioni della ruralità, attraverso lo sviluppo di un dialogo tra gli studi sull’agricoltura contadina, la neoruralità e la montagna, e con uno specifico focus sul contesto socio-ecologico della montagna mediterranea. La tesi affronta l’ipotesi della ricontadinizzazione in riferimento alle esperienze di neoruralità, come processo soggettivo - di produzione e trasformazione agraria - nella prospettiva dell’agricoltura contadina, in grado di influire sulla rigenerazione delle aree della montagna mediterranea. La prospettiva dell’agroecologia politica permette di interpretare le forme di accesso alle risorse (risorse economiche, semi, terra, acqua e conoscenza) e i modelli di produzione ed organizzazione agro-alimentare a livello territoriale, promossi dalle esperienze di neorurali neocontadini. Alla luce dello studio della letteratura, la ricerca empirica si focalizza sull’analisi di undici casi studio di unità di produzione neocontadina situati nella Valle di Lecrin-Alpujarras e nella Sierra de Aracena (Andalusia, Spagna) e sulle Madonie (Sicilia, Italia), attraverso una prospettiva comparativa. Dopo la ricostruzione dei contesti territoriali, attraverso l’analisi delle trasformazioni storiche, dei dati socioeconomici e demografici e delle politiche pubbliche, l’analisi dei casi è sviluppata facendo ricorso a metodi tipici della ricerca qualitativa (l’osservazione partecipante, l’intervista non direttiva e l’intervista semi-strutturata). I risultati della ricerca mettono in evidenza la specificità delle montagne mediterranee relativamente alla questione agraria contemporanea, l’influenza delle dinamiche di accesso alle risorse nei processi di “neo-contadinizzazione” (o ricontadinizzazione neorurale) e il ruolo delle rappresentazioni e delle pratiche (neo)rurali rispetto a questi e ai processi di sviluppo territoriale sostenibile dei contesti di montagna.