Tesi di Dottorato
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Item Il cinema asiatico come metodo: forme e caratteri del cinema estremorientale(Università della Calabria, 2022-06-30) Renda, Pietro; De Gaetano, Roberto; Perrelli, RaffaeleA distanza di oltre quarant’anni dalla pubblicazione dello studio fondativo e controverso di Burch1, “osservatore lontano” che vedeva nel cinema giapponese l’alternativa al Modo di Rappresentazione Istituzionale incarnato dal modello hollywoodiano, il cinema dell’Estremo Oriente dovrebbe tornare a essere problematizzato, così da non essere inteso unicamente in quanto Altro per eccellenza, atopos, spazio perturbante «che fa tremare il linguaggio» perché «inqualificabile»2. Problematizzare per riconoscere la notevole complessità della produzione di un’area geografica di solito osservata con una certa “circospezione localistica” che porta ad analizzarla senza mai prescindere (fortunatamente) dalla contestualizzazione storico-culturale, a discapito però di un vero e proprio incontro – procrastinato in maniera surrettizia – con le opere. Si ritiene pertanto che tornare a riflettere sul metodo warbughiano – cui si è costantamente guardato nella fase di accostamento delle immagini confluite poi in Appendice –, ponendo l’accento sul cinema e il pensiero estremorientali, possa giovare ai fini di un approccio analitico incentrato sui valori formali del film.Item L’infinito dell’immagine: Matte Blanco e il cinema tra Oriente e Occidente(Università della Calabria, 2025-01-31) Sili, Gioia; Raniolo, Francesco; Dottorini, DanieleThe thesis intends to explore the cognitive potential of the moving image through a cinematic reading of the main concepts belonging to Matte Blanco’s bi-logical epistemology, such as “symmetry”, “asymmetry” and “indivisible mode”. The reflection on cinema as a place of manifestation of psychoanalytic concepts, especially of the bi-logical paradigm, began using Western cinematographic works as reference material, without ever involving the relationship between the thought of the Chilean psychoanalyst and the cinema of the Land of the Rising Sun, considered in its close connection with the combinatorial aspect of the Japanese language. On the other hand, Matte Blanco makes brief references to the Eastern world, without hiding a certain attraction towards another tradition of thought. If, as is well known, there is no direct link between the conceptual apparatus of bi-logic, centered on a universal conception of the psyche, and Japanese culture, understood on the level of linguistic specificity, this work traces, within the long Japanese cinematographic tradition, characterized by heterogeneous genres and expressive codes, three different ideas of image – “poetic”, “dreamlike” and “surrealist” − which reveal themselves to be profoundly linked to Matte Blanco's theory. From this intercultural perspective, the study aims to show the very peculiar way in which the three conceptual forms of twntieth-century Japanese cinema, considered in its close connection with other art forms such as poetry, theatre and literature, are able to open up to a logic that goes beyond space-time limits, combining the combinational and multidimensional nature of language with some specific use of montage. La tesi intende esplorare le potenzialità conoscitive dell’immagine in movimento attraverso una lettura cinematografica dei principali concetti appartenenti all’epistemologia bi-logica di Ignacio Matte Blanco, come quelli di “simmetria”, “asimmetria” e “modo indivisibile”. La riflessione sul cinema come luogo di manifestazione dei concetti psicoanalitici, soprattutto del paradigma bi-logico, ha preso avvio utilizzando come materiale di riferimento opere cinematografiche occidentali, senza mai coinvolgere il rapporto tra il pensiero dello psicoanalista cileno e il cinema del paese dei Sol Levante, considerato nella sua stretta connessione con l'aspetto combinatorio della lingua giapponese. Se, come è noto, non esiste un legame diretto tra l’apparato concettuale della bi-logica, incentrato su una concezione universale della psiche, e la cultura giapponese, intesa sul piano della specificità linguistica, la tesi rintraccia, all’interno della tradizione cinematografica nipponica, caratterizzata da generi e codici espressivi eterogenei, tre diverse idee di immagine – “poetica”, “onirica” e “surrealista” − che si rivelano profondamente legate alla teoria di Matte Blanco. In questa prospettiva interculturale, lo studio si propone di mostrare il modo del tutto peculiare in cui le tre forme concettuali del cinema giapponese del Novecento, interpretato nella sua stretta connessione con altre forme d'arte come la poesia, il teatro e la letteratura, si aprono a una logica che oltrepassa i limiti spazio-temporali, coniugando la natura combinatoria e multidimensionale del linguaggio con alcuni usi del montaggio filmico.